Sardegna e le sue miniere
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Sardegna e le sue miniere

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giugno 26, 2018

Sardegna e le sue miniere. Partiamo da Cagliari e imbocchiamo la SS95. Attraversiamo lo Stagno di Cagliari con le sue saline e dove possiamo ammirare i fenicotteri rosa. Saliamo da Domus de Maria per scendere a valle a Teulada. Una deviazione verso Capo Teulada contemplare la bellezza di questa parte della Sardegna.

Stiamo andando verso Carbonia nel cui sottosuolo si trovano i giacimenti più ricchi di minerali d’Italia. Ossidiana, argento, zinco e rame e ovviamente il carbone che è giunto quasi ad esaurimento. Alcuni di questi siti sono stati convertiti in luoghi turistici. Possiamo fermarci a visitare questa vecchia miniera trasformata in museo del carbone.

La miniera di Serbario vanta uno degli scioperi più lunghi di tutta la storia italiana. Riprendiamo la strada verso il nord e il paesaggio cambia nuovamente. Stiamo passando la costa ovest una delle meno frequentate dai turisti. La SS126 prosegue verso nord nella provincia di Carbonia – Iglesias immersi nelle montagne. Curva dopo curva il verde torna a riemergere. A Fluminimaggiore troviamo i primi murales sardi. Storie di denunce e di vita quotidiana.

 

Sardegna e le sue miniere

 

Sulla SS126 scorgiamo Arbus. Siamo nel cuore dei giacimenti minerari di piombo e zinco. Dopo il paese ci aspetta uno stupendo panorama che ci lascia a bocca aperta. Da Arbus proseguiamo nella zona delle miniere, Montevecchio, Sciria, Piccalinna.  Numerosi manufatti di archeologia industriale ci ricordano il lavoro che qui si svolgeva. Attraversiamo la collina di Genna Serapis mentre in lontananza il Monte Arcuento si  avvicina tornante dopo tornante. Il paesaggio è formato da roccia vulcanica e da boschi di Ginestre. E’ una Sardegna poco conosciuta e lontana dalle rotte turistiche.

Scendiamo verso la provincia di Oristano con la SS126. Scendendo verso il mare i colori cambiano. Troviamo i gialli pallidi della sabbia e i verdi pastello delle colline. Stiamo scendendo verso il Golfo di Oristano. Sulla SS292 avvistiamo Santa Caterina di Pittinuri con le antiche torri e fari di segnalazione. Lasciamo la costa in direzione Alghero nella regione della Planargia famosa per la produzione della Malvasia. Riscendiamo verso Bossa Marina per incontrare nuovamente il mare. Andiamo verso Alghero arrivo del nostro itinerario.

 

 

 

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